Pillole di Sicurezza: Rischio Chimico e Biologico

Pillole di Sicurezza sul Lavoro: 10 sul Rischio Chimico e Biologico

Dicembre 18, 2025

Il rischio chimico è presente in moltissimi settori: industria chimica e farmaceutica, laboratori di analisi, pulizie professionali, verniciatura, agricoltura, sanità. Queste 10 pillole di sicurezza forniscono le basi per riconoscere i pericoli, leggere correttamente le etichette e le schede di sicurezza, scegliere i DPI adeguati e reagire in caso di incidente.

Il focus è sulla prevenzione dell’esposizione: riconoscere i pittogrammi CLP, consultare le SDS prima dell’uso, selezionare guanti e respiratori appropriati, gestire sversamenti e contaminazioni in modo sicuro.

Questa guida fa parte della serie 60 Pillole di Sicurezza sul Lavoro. Consulta anche le pillole per Industria e Manifattura e per Ufficio.

I 10 Temi per Rischio Chimico e Biologico: panoramica

#Tema della PillolaRischio principaleRif. Normativo
31Etichettatura CLP: i 9 pittogrammiEsposizione inconsapevoleReg. 1272/2008
32Schede di sicurezza SDS: le 16 sezioniMancata prevenzioneReg. REACH
33DPI per rischio chimico: scelta correttaContatto/inalazioneArt. 75-78
34Sversamenti: kit e procedureContaminazioneArt. 226
35Stoccaggio prodotti chimici: incompatibilitàReazioni pericoloseAll. IV
36Rischio biologico: classificazione agentiInfezioneTitolo X
37Manipolazione campioni biologiciContaminazioneArt. 271-278
38Cappe chimiche e biologiche: uso correttoInalazioneUNI EN 14175
39Travaso e diluizione: procedure sicureSchizzi/reazioniBuone prassi
40Smaltimento rifiuti chimici e biologiciContaminazione amb.D.Lgs. 152/06

📌 Pillola 31: Etichettatura CLP – I 9 pittogrammi di pericolo

⏱ Durata: 5-10 minuti
📋 Riferimento: Reg. (CE) 1272/2008 CLP
👥 Destinatari: Tutti gli utilizzatori prodotti chimici
🔄 Frequenza: Trimestrale

Obiettivo della pillola

Garantire che ogni lavoratore sappia riconoscere i pittogrammi CLP sulle etichette dei prodotti chimici e comprendere immediatamente il tipo di pericolo associato.

Introduzione (30 secondi)

“Le etichette dei prodotti chimici non sono decorazioni. Contengono informazioni che possono salvarvi la vita. I pittogrammi a rombo rosso su sfondo bianco vi dicono SUBITO che tipo di pericolo avete davanti, anche senza leggere una parola.”

I 9 pittogrammi CLP (3 minuti)

Il sistema CLP (Classification, Labelling, Packaging) prevede 9 pittogrammi di pericolo standardizzati a livello mondiale:

  1. GHS01 – Bomba che esplode: esplosivi, sostanze autoreattive. Es: fuochi d’artificio, detonatori
  2. GHS02 – Fiamma: infiammabili (gas, liquidi, solidi), piroforici. Es: benzina, acetone, alcool
  3. GHS03 – Fiamma su cerchio: comburenti, possono provocare incendi. Es: acqua ossigenata concentrata, nitrati
  4. GHS04 – Bombola gas: gas sotto pressione, compressi, liquefatti. Es: bombole, aerosol
  5. GHS05 – Corrosione: corrosivi per metalli, pelle, occhi. Es: acido solforico, soda caustica
  6. GHS06 – Teschio: tossicità acuta (letale o molto tossico). Es: pesticidi, metanolo
  7. GHS07 – Punto esclamativo: nocivo, irritante, sensibilizzante cutaneo. Es: detersivi, solventi diluiti
  8. GHS08 – Silhouette danneggiata: pericoli per la salute (CMR, sensibilizzante respiratorio). Es: amianto, benzene
  9. GHS09 – Ambiente: pericoloso per l’ambiente acquatico. Es: pesticidi, oli minerali

Gli altri elementi dell’etichetta (1 minuto)

Oltre ai pittogrammi, l’etichetta CLP deve contenere:

  • Avvertenza: “PERICOLO” (più grave) o “ATTENZIONE” (meno grave)
  • Indicazioni di pericolo (frasi H): descrivono la natura del rischio (es. H301 = Tossico se ingerito)
  • Consigli di prudenza (frasi P): cosa fare e non fare (es. P280 = Indossare guanti protettivi)
  • Identificazione: nome prodotto, composizione, dati fornitore

Discussione (30 secondi)

  • “Quali pittogrammi riconoscete sui prodotti che usate abitualmente?”
  • “Sapete dove trovare le schede di sicurezza dei prodotti del vostro reparto?”

⚠️ REGOLA D’ORO: MAI usare un prodotto chimico senza aver PRIMA letto l’etichetta. Se l’etichetta è illeggibile, danneggiata o mancante, NON usare il prodotto e segnalarlo subito!


📌 Pillola 32: Schede di Sicurezza SDS – Le 16 sezioni

⏱ Durata: 5-10 minuti
📋 Rif: Reg. REACH 1907/2006, Allegato II
👥 Destinatari: Preposti, RSPP, operatori
🔄 Frequenza: Semestrale

Introduzione (30 secondi)

“La Scheda di Dati di Sicurezza, o SDS, è il documento completo che accompagna ogni prodotto chimico pericoloso. Se l’etichetta vi dà l’allarme, la SDS vi dà TUTTE le informazioni per lavorare in sicurezza: come proteggervi, cosa fare in caso di incidente, come smaltire.”

Le 16 sezioni della SDS (2 minuti)

La struttura è standardizzata in 16 sezioni. Le più importanti per l’operatore sono:

  • Sezione 2 – Identificazione pericoli: classificazione CLP, pittogrammi, frasi H e P
  • Sezione 4 – Misure di primo soccorso: cosa fare in caso di inalazione, contatto cutaneo/oculare, ingestione
  • Sezione 5 – Misure antincendio: mezzi estinguenti adatti e NON adatti
  • Sezione 6 – Misure in caso di rilascio: come contenere e raccogliere uno sversamento
  • Sezione 7 – Manipolazione e stoccaggio: precauzioni d’uso, incompatibilità, condizioni di conservazione
  • Sezione 8 – Controllo esposizione/DPI: valori limite (TLV-TWA), DPI richiesti con specifiche tecniche

💡 IMPORTANTE: Le SDS devono essere disponibili e facilmente accessibili a tutti i lavoratori che utilizzano quel prodotto. Devono essere in italiano e aggiornate (verificare la data di revisione).


📌 Pillola 33: DPI per rischio chimico – Scelta corretta

⏱ Durata: 5-10 minuti
📋 Riferimento: Art. 75-78 D.Lgs. 81/08, EN 374, EN 14605
👥 Destinatari: Operatori a contatto con sostanze chimiche
🔄 Frequenza: Mensile

Introduzione (30 secondi)

“Non esiste il guanto universale. Ogni sostanza chimica richiede un materiale specifico. Usare il guanto sbagliato è come non usarlo: alcuni solventi attraversano il lattice in pochi minuti senza che ve ne accorgiate.”

Guanti per rischio chimico – EN 374 (2 minuti)

  • Nitrile: il più versatile. Ottimo per oli, grassi, molti solventi alifatici. Resistente a perforazioni.
  • Neoprene: buona resistenza ad acidi, basi, alcoli, alcuni solventi. Flessibile.
  • PVC: economico, per acidi diluiti e detergenti. Non adatto a solventi.
  • Butile: massima resistenza a chetoni (acetone) ed esteri. Costoso ma indispensabile per certi usi.
  • Viton: eccellente per solventi aromatici (benzene, toluene) e clorurati. Il più costoso.
  • Lattice naturale: NON adatto per solventi! Solo per rischio biologico e acidi diluiti. Attenzione alle allergie.

Protezione respiratoria (1 minuto)

  • Facciali filtranti FFP2/FFP3: SOLO per polveri e aerosol, NON proteggono da gas e vapori!
  • Semimaschera + filtri combinati: A (organici marroni), B (inorganici grigi), E (acidi gialli), K (ammoniaca verdi)
  • Filtri combinati A2B2E2K2P3: protezione ad ampio spettro per situazioni complesse
  • Autorespiratore (SCBA): per atmosfere con carenza di ossigeno o concentrazioni molto elevate

⚠️ ATTENZIONE: Consultate SEMPRE la Sezione 8 della SDS per conoscere i DPI specifici raccomandati dal produttore. Verificate il tempo di permeazione del guanto per quella specifica sostanza!


📌 Pillola 34: Sversamenti – Kit e procedure

⏱ Durata: 5-10 minuti
📋 Riferimento: Art. 226 D.Lgs. 81/08
👥 Destinatari: Tutti gli operatori
🔄 Frequenza: Trimestrale + dopo ogni incidente

Introduzione (30 secondi)

“Uno sversamento non gestito può trasformarsi rapidamente in un incendio, un’intossicazione o un grave inquinamento ambientale. Sapere DOVE sono i kit anti-sversamento e COME usarli può fare la differenza tra un piccolo inconveniente e una catastrofe.”

La procedura in 6 passi (2 minuti)

  1. ALLERTA — Avvisa i colleghi nelle vicinanze, allontana chi non è coinvolto nella gestione
  2. IDENTIFICA — Che prodotto è? Leggi l’etichetta del contenitore, consulta la SDS se disponibile
  3. PROTEGGI — Indossa i DPI adeguati PRIMA di avvicinarti: guanti chimici, occhiali, eventualmente respiratore
  4. CONFINA — Usa argini assorbenti tubolari per impedire che il liquido si espanda verso tombini, porte, altre aree
  5. ASSORBI — Cospargi materiale assorbente adatto (vermiculite, panni, cuscini) dal bordo verso il centro
  6. SMALTISCI — Raccogli tutto in contenitori chiusi, etichettali come rifiuto pericoloso, mai nei rifiuti ordinari

Contenuto del kit anti-sversamento

  • Panni e cuscini assorbenti (specifici per chimici o universali)
  • Argini tubolari per confinamento
  • Sacchi per rifiuti resistenti agli agenti chimici
  • Guanti chimici (nitrile spesso) e occhiali a mascherina
  • Paletta e scopino (antistatici per infiammabili)

🚨 EMERGENZA: Se lo sversamento è di grandi dimensioni, coinvolge prodotti molto tossici, infiammabili con rischio incendio, o avviene in prossimità di corsi d’acqua: EVACUA l’area e chiama i Vigili del Fuoco (115)!


📌 Pillola 35: Stoccaggio prodotti chimici – Incompatibilità

⏱ Durata: 5 minuti
📋 Riferimento: Allegato IV D.Lgs. 81/08
👥 Destinatari: Magazzinieri, responsabili reparto
🔄 Frequenza: Semestrale

Introduzione

“Prodotti chimici incompatibili NON devono MAI essere stoccati vicini. In caso di rottura di un contenitore o di uno sversamento, potrebbero reagire tra loro causando incendi, esplosioni o rilascio di gas tossici.”

Regole fondamentali di incompatibilità

  • Acidi lontano da basi: reazione violenta con sviluppo di calore
  • Ossidanti lontano da infiammabili: rischio incendio/esplosione
  • Acidi lontano da cianuri/solfuri: sviluppo di gas letali (HCN, H2S)
  • Ipocloriti lontano da acidi: sviluppo di cloro gassoso

Requisiti dello stoccaggio

  • Tossici e CMR in armadi chiusi a chiave
  • Infiammabili in armadi ventilati e resistenti al fuoco
  • Vasche di contenimento sotto ogni scaffale/armadio
  • Etichette sempre visibili e leggibili
  • Quantità minime necessarie, rotazione scorte

📌 Pillola 36: Rischio biologico – Classificazione agenti

Riferimento: Titolo X D.Lgs. 81/08, Allegato XLVI

Messaggio chiave: Gli agenti biologici sono classificati in 4 gruppi in base alla pericolosità e alla disponibilità di profilassi.

  • Gruppo 1: scarsa probabilità di causare malattia nell’uomo
  • Gruppo 2: può causare malattia, esistono misure efficaci (es. Salmonella, Legionella)
  • Gruppo 3: malattia grave, può propagarsi, esistono misure (es. HIV, HBV, TBC)
  • Gruppo 4: malattia grave, può propagarsi, NON esistono misure (es. Ebola, Marburg)

📌 Pillola 37: Manipolazione campioni biologici

Riferimento: Art. 271-278 D.Lgs. 81/08

Principio fondamentale: Ogni campione biologico (sangue, urine, tessuti, colture) deve essere trattato come potenzialmente infetto (precauzioni universali).

Precauzioni obbligatorie:

  • Guanti monouso SEMPRE durante la manipolazione
  • Camice chiuso e occhiali/visiera se rischio schizzi
  • MAI pipettare a bocca
  • Smaltire taglienti (aghi, vetrini) in contenitori rigidi
  • Lavaggio mani PRIMA e DOPO ogni manipolazione

📌 Pillola 38: Cappe chimiche e biologiche – Uso corretto

Riferimento: UNI EN 14175 (chimiche), UNI EN 12469 (biologiche)

Differenza fondamentale:

  • Cappa chimica: protegge l’operatore da vapori e gas (aspirazione)
  • Cappa a flusso laminare: protegge il campione dalla contaminazione
  • Cabina di sicurezza biologica (BSC): protegge operatore E campione

Regole d’uso:

  • Verificare funzionamento (spia, allarmi) prima dell’uso
  • Lavorare almeno 15-20 cm all’interno del bordo anteriore
  • NON ostruire le griglie di aspirazione/ventilazione
  • Pulire e decontaminare al termine di ogni utilizzo

📌 Pillola 39: Travaso e diluizione – Procedure sicure

Riferimento: Buone prassi di laboratorio

Messaggio chiave: Il travaso è il momento più rischioso: schizzi, vapori, reazioni inattese. L’ordine di miscelazione è fondamentale.

Altre regole:

  • Travasare lentamente, mai versare di colpo
  • Usare imbuti e contenitori adeguati al prodotto
  • Etichettare SUBITO il nuovo contenitore con nome e data
  • MAI travasare in contenitori alimentari (bottiglie acqua, ecc.)

📌 Pillola 40: Smaltimento rifiuti chimici e biologici

Riferimento: D.Lgs. 152/2006, Regolamento ADR

Messaggio chiave: I rifiuti chimici e biologici sono rifiuti speciali pericolosi. MAI gettarli nel lavandino, nei rifiuti ordinari o nell’ambiente.

Regole di smaltimento:

  • Separare per categoria (solventi clorurati/non clorurati, acidi, basi, biologici)
  • Usare contenitori omologati, etichettati con codice CER
  • Rifiuti biologici: sterilizzazione in autoclave o incenerimento
  • Consegnare SOLO a trasportatori autorizzati (iscrizione Albo)
  • Compilare sempre il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR)

Conclusione

Il rischio chimico e biologico richiede conoscenza, attenzione e rispetto delle procedure. Queste 10 pillole forniscono le basi per riconoscere i pericoli, proteggersi adeguatamente e reagire correttamente in caso di incidente (o near miss).

Ricorda: l’etichetta e la SDS sono i tuoi migliori alleati. Leggile SEMPRE prima di usare un prodotto che non conosci o che non usi da tempo.