Il rischio chimico è presente in moltissimi settori: industria chimica e farmaceutica, laboratori di analisi, pulizie professionali, verniciatura, agricoltura, sanità. Queste 10 pillole di sicurezza forniscono le basi per riconoscere i pericoli, leggere correttamente le etichette e le schede di sicurezza, scegliere i DPI adeguati e reagire in caso di incidente.
Il focus è sulla prevenzione dell’esposizione: riconoscere i pittogrammi CLP, consultare le SDS prima dell’uso, selezionare guanti e respiratori appropriati, gestire sversamenti e contaminazioni in modo sicuro.
Questa guida fa parte della serie “60 Pillole di Sicurezza sul Lavoro“. Consulta anche le pillole per Industria e Manifattura e per Ufficio.
I 10 Temi per Rischio Chimico e Biologico: panoramica
| # | Tema della Pillola | Rischio principale | Rif. Normativo |
| 31 | Etichettatura CLP: i 9 pittogrammi | Esposizione inconsapevole | Reg. 1272/2008 |
| 32 | Schede di sicurezza SDS: le 16 sezioni | Mancata prevenzione | Reg. REACH |
| 33 | DPI per rischio chimico: scelta corretta | Contatto/inalazione | Art. 75-78 |
| 34 | Sversamenti: kit e procedure | Contaminazione | Art. 226 |
| 35 | Stoccaggio prodotti chimici: incompatibilità | Reazioni pericolose | All. IV |
| 36 | Rischio biologico: classificazione agenti | Infezione | Titolo X |
| 37 | Manipolazione campioni biologici | Contaminazione | Art. 271-278 |
| 38 | Cappe chimiche e biologiche: uso corretto | Inalazione | UNI EN 14175 |
| 39 | Travaso e diluizione: procedure sicure | Schizzi/reazioni | Buone prassi |
| 40 | Smaltimento rifiuti chimici e biologici | Contaminazione amb. | D.Lgs. 152/06 |
📌 Pillola 31: Etichettatura CLP – I 9 pittogrammi di pericolo
| ⏱ Durata: 5-10 minuti 📋 Riferimento: Reg. (CE) 1272/2008 CLP | 👥 Destinatari: Tutti gli utilizzatori prodotti chimici 🔄 Frequenza: Trimestrale |
Obiettivo della pillola
Garantire che ogni lavoratore sappia riconoscere i pittogrammi CLP sulle etichette dei prodotti chimici e comprendere immediatamente il tipo di pericolo associato.
Introduzione (30 secondi)
“Le etichette dei prodotti chimici non sono decorazioni. Contengono informazioni che possono salvarvi la vita. I pittogrammi a rombo rosso su sfondo bianco vi dicono SUBITO che tipo di pericolo avete davanti, anche senza leggere una parola.”
I 9 pittogrammi CLP (3 minuti)
Il sistema CLP (Classification, Labelling, Packaging) prevede 9 pittogrammi di pericolo standardizzati a livello mondiale:
- GHS01 – Bomba che esplode: esplosivi, sostanze autoreattive. Es: fuochi d’artificio, detonatori
- GHS02 – Fiamma: infiammabili (gas, liquidi, solidi), piroforici. Es: benzina, acetone, alcool
- GHS03 – Fiamma su cerchio: comburenti, possono provocare incendi. Es: acqua ossigenata concentrata, nitrati
- GHS04 – Bombola gas: gas sotto pressione, compressi, liquefatti. Es: bombole, aerosol
- GHS05 – Corrosione: corrosivi per metalli, pelle, occhi. Es: acido solforico, soda caustica
- GHS06 – Teschio: tossicità acuta (letale o molto tossico). Es: pesticidi, metanolo
- GHS07 – Punto esclamativo: nocivo, irritante, sensibilizzante cutaneo. Es: detersivi, solventi diluiti
- GHS08 – Silhouette danneggiata: pericoli per la salute (CMR, sensibilizzante respiratorio). Es: amianto, benzene
- GHS09 – Ambiente: pericoloso per l’ambiente acquatico. Es: pesticidi, oli minerali
Gli altri elementi dell’etichetta (1 minuto)
Oltre ai pittogrammi, l’etichetta CLP deve contenere:
- Avvertenza: “PERICOLO” (più grave) o “ATTENZIONE” (meno grave)
- Indicazioni di pericolo (frasi H): descrivono la natura del rischio (es. H301 = Tossico se ingerito)
- Consigli di prudenza (frasi P): cosa fare e non fare (es. P280 = Indossare guanti protettivi)
- Identificazione: nome prodotto, composizione, dati fornitore
Discussione (30 secondi)
- “Quali pittogrammi riconoscete sui prodotti che usate abitualmente?”
- “Sapete dove trovare le schede di sicurezza dei prodotti del vostro reparto?”
⚠️ REGOLA D’ORO: MAI usare un prodotto chimico senza aver PRIMA letto l’etichetta. Se l’etichetta è illeggibile, danneggiata o mancante, NON usare il prodotto e segnalarlo subito!
📌 Pillola 32: Schede di Sicurezza SDS – Le 16 sezioni
| ⏱ Durata: 5-10 minuti 📋 Rif: Reg. REACH 1907/2006, Allegato II | 👥 Destinatari: Preposti, RSPP, operatori 🔄 Frequenza: Semestrale |
Introduzione (30 secondi)
“La Scheda di Dati di Sicurezza, o SDS, è il documento completo che accompagna ogni prodotto chimico pericoloso. Se l’etichetta vi dà l’allarme, la SDS vi dà TUTTE le informazioni per lavorare in sicurezza: come proteggervi, cosa fare in caso di incidente, come smaltire.”
Le 16 sezioni della SDS (2 minuti)
La struttura è standardizzata in 16 sezioni. Le più importanti per l’operatore sono:
- Sezione 2 – Identificazione pericoli: classificazione CLP, pittogrammi, frasi H e P
- Sezione 4 – Misure di primo soccorso: cosa fare in caso di inalazione, contatto cutaneo/oculare, ingestione
- Sezione 5 – Misure antincendio: mezzi estinguenti adatti e NON adatti
- Sezione 6 – Misure in caso di rilascio: come contenere e raccogliere uno sversamento
- Sezione 7 – Manipolazione e stoccaggio: precauzioni d’uso, incompatibilità, condizioni di conservazione
- Sezione 8 – Controllo esposizione/DPI: valori limite (TLV-TWA), DPI richiesti con specifiche tecniche
💡 IMPORTANTE: Le SDS devono essere disponibili e facilmente accessibili a tutti i lavoratori che utilizzano quel prodotto. Devono essere in italiano e aggiornate (verificare la data di revisione).
📌 Pillola 33: DPI per rischio chimico – Scelta corretta
| ⏱ Durata: 5-10 minuti 📋 Riferimento: Art. 75-78 D.Lgs. 81/08, EN 374, EN 14605 | 👥 Destinatari: Operatori a contatto con sostanze chimiche 🔄 Frequenza: Mensile |
Introduzione (30 secondi)
“Non esiste il guanto universale. Ogni sostanza chimica richiede un materiale specifico. Usare il guanto sbagliato è come non usarlo: alcuni solventi attraversano il lattice in pochi minuti senza che ve ne accorgiate.”
Guanti per rischio chimico – EN 374 (2 minuti)
- Nitrile: il più versatile. Ottimo per oli, grassi, molti solventi alifatici. Resistente a perforazioni.
- Neoprene: buona resistenza ad acidi, basi, alcoli, alcuni solventi. Flessibile.
- PVC: economico, per acidi diluiti e detergenti. Non adatto a solventi.
- Butile: massima resistenza a chetoni (acetone) ed esteri. Costoso ma indispensabile per certi usi.
- Viton: eccellente per solventi aromatici (benzene, toluene) e clorurati. Il più costoso.
- Lattice naturale: NON adatto per solventi! Solo per rischio biologico e acidi diluiti. Attenzione alle allergie.
Protezione respiratoria (1 minuto)
- Facciali filtranti FFP2/FFP3: SOLO per polveri e aerosol, NON proteggono da gas e vapori!
- Semimaschera + filtri combinati: A (organici marroni), B (inorganici grigi), E (acidi gialli), K (ammoniaca verdi)
- Filtri combinati A2B2E2K2P3: protezione ad ampio spettro per situazioni complesse
- Autorespiratore (SCBA): per atmosfere con carenza di ossigeno o concentrazioni molto elevate
⚠️ ATTENZIONE: Consultate SEMPRE la Sezione 8 della SDS per conoscere i DPI specifici raccomandati dal produttore. Verificate il tempo di permeazione del guanto per quella specifica sostanza!
📌 Pillola 34: Sversamenti – Kit e procedure
| ⏱ Durata: 5-10 minuti 📋 Riferimento: Art. 226 D.Lgs. 81/08 | 👥 Destinatari: Tutti gli operatori 🔄 Frequenza: Trimestrale + dopo ogni incidente |
Introduzione (30 secondi)
“Uno sversamento non gestito può trasformarsi rapidamente in un incendio, un’intossicazione o un grave inquinamento ambientale. Sapere DOVE sono i kit anti-sversamento e COME usarli può fare la differenza tra un piccolo inconveniente e una catastrofe.”
La procedura in 6 passi (2 minuti)
- ALLERTA — Avvisa i colleghi nelle vicinanze, allontana chi non è coinvolto nella gestione
- IDENTIFICA — Che prodotto è? Leggi l’etichetta del contenitore, consulta la SDS se disponibile
- PROTEGGI — Indossa i DPI adeguati PRIMA di avvicinarti: guanti chimici, occhiali, eventualmente respiratore
- CONFINA — Usa argini assorbenti tubolari per impedire che il liquido si espanda verso tombini, porte, altre aree
- ASSORBI — Cospargi materiale assorbente adatto (vermiculite, panni, cuscini) dal bordo verso il centro
- SMALTISCI — Raccogli tutto in contenitori chiusi, etichettali come rifiuto pericoloso, mai nei rifiuti ordinari
Contenuto del kit anti-sversamento
- Panni e cuscini assorbenti (specifici per chimici o universali)
- Argini tubolari per confinamento
- Sacchi per rifiuti resistenti agli agenti chimici
- Guanti chimici (nitrile spesso) e occhiali a mascherina
- Paletta e scopino (antistatici per infiammabili)
🚨 EMERGENZA: Se lo sversamento è di grandi dimensioni, coinvolge prodotti molto tossici, infiammabili con rischio incendio, o avviene in prossimità di corsi d’acqua: EVACUA l’area e chiama i Vigili del Fuoco (115)!
📌 Pillola 35: Stoccaggio prodotti chimici – Incompatibilità
| ⏱ Durata: 5 minuti 📋 Riferimento: Allegato IV D.Lgs. 81/08 | 👥 Destinatari: Magazzinieri, responsabili reparto 🔄 Frequenza: Semestrale |
Introduzione
“Prodotti chimici incompatibili NON devono MAI essere stoccati vicini. In caso di rottura di un contenitore o di uno sversamento, potrebbero reagire tra loro causando incendi, esplosioni o rilascio di gas tossici.”
Regole fondamentali di incompatibilità
- Acidi lontano da basi: reazione violenta con sviluppo di calore
- Ossidanti lontano da infiammabili: rischio incendio/esplosione
- Acidi lontano da cianuri/solfuri: sviluppo di gas letali (HCN, H2S)
- Ipocloriti lontano da acidi: sviluppo di cloro gassoso
Requisiti dello stoccaggio
- Tossici e CMR in armadi chiusi a chiave
- Infiammabili in armadi ventilati e resistenti al fuoco
- Vasche di contenimento sotto ogni scaffale/armadio
- Etichette sempre visibili e leggibili
- Quantità minime necessarie, rotazione scorte
📌 Pillola 36: Rischio biologico – Classificazione agenti
Riferimento: Titolo X D.Lgs. 81/08, Allegato XLVI
Messaggio chiave: Gli agenti biologici sono classificati in 4 gruppi in base alla pericolosità e alla disponibilità di profilassi.
- Gruppo 1: scarsa probabilità di causare malattia nell’uomo
- Gruppo 2: può causare malattia, esistono misure efficaci (es. Salmonella, Legionella)
- Gruppo 3: malattia grave, può propagarsi, esistono misure (es. HIV, HBV, TBC)
- Gruppo 4: malattia grave, può propagarsi, NON esistono misure (es. Ebola, Marburg)
📌 Pillola 37: Manipolazione campioni biologici
Riferimento: Art. 271-278 D.Lgs. 81/08
Principio fondamentale: Ogni campione biologico (sangue, urine, tessuti, colture) deve essere trattato come potenzialmente infetto (precauzioni universali).
Precauzioni obbligatorie:
- Guanti monouso SEMPRE durante la manipolazione
- Camice chiuso e occhiali/visiera se rischio schizzi
- MAI pipettare a bocca
- Smaltire taglienti (aghi, vetrini) in contenitori rigidi
- Lavaggio mani PRIMA e DOPO ogni manipolazione
📌 Pillola 38: Cappe chimiche e biologiche – Uso corretto
Riferimento: UNI EN 14175 (chimiche), UNI EN 12469 (biologiche)
Differenza fondamentale:
- Cappa chimica: protegge l’operatore da vapori e gas (aspirazione)
- Cappa a flusso laminare: protegge il campione dalla contaminazione
- Cabina di sicurezza biologica (BSC): protegge operatore E campione
Regole d’uso:
- Verificare funzionamento (spia, allarmi) prima dell’uso
- Lavorare almeno 15-20 cm all’interno del bordo anteriore
- NON ostruire le griglie di aspirazione/ventilazione
- Pulire e decontaminare al termine di ogni utilizzo
📌 Pillola 39: Travaso e diluizione – Procedure sicure
Riferimento: Buone prassi di laboratorio
Messaggio chiave: Il travaso è il momento più rischioso: schizzi, vapori, reazioni inattese. L’ordine di miscelazione è fondamentale.
Altre regole:
- Travasare lentamente, mai versare di colpo
- Usare imbuti e contenitori adeguati al prodotto
- Etichettare SUBITO il nuovo contenitore con nome e data
- MAI travasare in contenitori alimentari (bottiglie acqua, ecc.)
📌 Pillola 40: Smaltimento rifiuti chimici e biologici
Riferimento: D.Lgs. 152/2006, Regolamento ADR
Messaggio chiave: I rifiuti chimici e biologici sono rifiuti speciali pericolosi. MAI gettarli nel lavandino, nei rifiuti ordinari o nell’ambiente.
Regole di smaltimento:
- Separare per categoria (solventi clorurati/non clorurati, acidi, basi, biologici)
- Usare contenitori omologati, etichettati con codice CER
- Rifiuti biologici: sterilizzazione in autoclave o incenerimento
- Consegnare SOLO a trasportatori autorizzati (iscrizione Albo)
- Compilare sempre il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR)
Conclusione
Il rischio chimico e biologico richiede conoscenza, attenzione e rispetto delle procedure. Queste 10 pillole forniscono le basi per riconoscere i pericoli, proteggersi adeguatamente e reagire correttamente in caso di incidente (o near miss).
Ricorda: l’etichetta e la SDS sono i tuoi migliori alleati. Leggile SEMPRE prima di usare un prodotto che non conosci o che non usi da tempo.

