Un ispettore verifica la documentazione di una lavoratrice durante un audit SMETA in uno stabilimento.

Audit SMETA: cos’è, come funziona e perché gli appaltatori fanno la differenza

Gianluca Marletta
Ottobre 21, 2026

Secondo Sedex, lo SMETA è la metodologia di audit sociale più utilizzata al mondo, e in Italia viene richiesto spesso ai fornitori da GDO e grandi brand alimentari e retail. Valuta condizioni di lavoro, salute e sicurezza, ambiente ed etica aziendale. Non controlla solo i dipendenti diretti: anche chi lavora nel sito per conto di terzi rientra nell’audit. Ecco come funziona e come arrivare preparati.

Cos’è l’audit SMETA

SMETA (Sedex Members Ethical Trade Audit) è una metodologia di audit sociale sviluppata da Sedex, la piattaforma per la condivisione di dati sulla sostenibilità delle filiere. Il riferimento è l’ETI Base Code, basato sulle convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, insieme alla legislazione locale.

Lo SMETA non è una certificazione: non prevede punteggi né un esito “superato/non superato”. Produce un report dettagliato, caricato su Sedex e condiviso con i clienti che lo richiedono. Così un fornitore può usare lo stesso audit con più clienti, invece di subire controlli diversi per ognuno.

La versione attuale, SMETA 7, lanciata da Sedex a settembre 2024, ha introdotto una valutazione più approfondita dei sistemi di gestione e requisiti più dettagliati per ogni area.

Quali sono i 4 pilastri dell’audit SMETA

L’audit può essere a 2 o a 4 pilastri. La scelta la fanno fornitore e cliente prima dell’audit.

PilastroSMETA 2 pilastriSMETA 4 pilastri
Standard di lavoro (orari, salari, lavoro minorile, discriminazione, libertà di associazione)✓✓
Salute e sicurezza✓✓
AmbienteSolo gestione di base✓ Valutazione completa
Etica aziendale (corruzione, integrità)–✓
Durata indicativa in sitocirca 2 giornicirca 3 giorni

La durata effettiva dipende dalle dimensioni del sito e dal numero di lavoratori.

Come si svolge un audit SMETA

L’audit è condotto da una società di audit indipendente, affiliata a Sedex, con auditor approvati APSCA. Può essere annunciato, semi-annunciato (entro una finestra di almeno tre settimane) o non annunciato. Le fasi principali sono:

  1. Riunione di apertura con la direzione del sito.
  2. Visita del sito: reparti produttivi, magazzini, aree comuni ed eventuali alloggi dei lavoratori.
  3. Interviste ai lavoratori, in forma riservata, su un campione di lavoratori.
  4. Verifica documentale: contratti, buste paga, registri delle presenze, formazione, valutazione dei rischi.
  5. Riunione di chiusura con il CAPR (Corrective Action Plan Report), l’elenco delle non conformità da risolvere.

Il report viene caricato su Sedex entro 15 giorni dall’audit.

Il punto cieco: appaltatori e subappaltatori

Molte aziende si preparano allo SMETA pensando solo ai propri dipendenti. Ma la metodologia Sedex chiede che i sistemi di gestione coprano anche i lavoratori impiegati indirettamente: personale di agenzia, imprese appaltatrici, subappaltatori. SMETA dedica a subappalto e lavoro a domicilio un’area specifica, e durante l’audit l’auditor può chiedere i documenti dei lavoratori assunti da terzi.

In pratica, anche i lavoratori di un’impresa di manutenzione o di pulizie presente nello stabilimento possono finire sotto la lente dell’auditor. Nel settore alimentare, dove produzione e ditte esterne convivono ogni giorno, il tema si intreccia con la gestione delle interferenze e il DUVRI. Le domande tipiche sono:

  • Le imprese esterne sono state qualificate prima di entrare?
  • I loro lavoratori hanno formazione, idoneità e DPI adeguati?
  • Chi è entrato nel sito, quando e con quali documenti validi?
  • Orari e condizioni dei lavoratori esterni rispettano gli stessi standard?

In Italia molte di queste verifiche sono già un obbligo di legge: l’art. 26 del D.Lgs. 81/08 impone al committente di verificare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici e di coordinare la prevenzione dei rischi. Lo SMETA chiede di dimostrarlo con prove ordinate e aggiornate.

Checklist: come prepararsi a un audit SMETA

  • Concorda con il cliente il tipo di audit (2 o 4 pilastri) e la modalità di annuncio.
  • Registrati su Sedex e completa il questionario di autovalutazione (SAQ).
  • Aggiorna politiche e procedure su lavoro, sicurezza, ambiente ed etica.
  • Controlla contratti, buste paga e registri delle presenze degli ultimi mesi.
  • Verifica la valutazione dei rischi e i registri della formazione.
  • Censisci tutte le imprese esterne e i loro lavoratori presenti nel sito.
  • Raccogli i documenti di qualifica degli appaltatori ed elimina quelli scaduti.
  • Assicurati che gli accessi al sito siano registrati e tracciabili.
  • Informa i lavoratori, inclusi quelli esterni, sulle interviste.

Come un software di gestione appaltatori semplifica l’audit SMETA

Durante un audit SMETA l’auditor non si accontenta delle procedure scritte. Vuole le prove che vengono applicate ogni giorno, anche per chi lavora nel sito senza essere un dipendente. Se la documentazione degli appaltatori è sparsa tra email, cartelle condivise e fogli Excel, trovare in pochi minuti un attestato di formazione o un DURC valido diventa difficile.

Un software di gestione appaltatori come Twind centralizza la qualifica delle imprese esterne. Verifica scadenze e validità dei documenti, collega gli accessi al sito alla conformità e conserva lo storico di ogni controllo. Così, quando l’auditor chiede una prova, la risposta è pronta in pochi secondi.

È lo stesso approccio che Pizzoli, tra i principali produttori italiani di patate fresche e surgelate, ha adottato per gestire oltre 100 imprese appaltatrici e più di 150 lavoratori esterni in 3 stabilimenti, con un unico sistema per tutta la documentazione.

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Domande frequenti sull’audit SMETA

Cos’è l’audit SMETA?

È un audit etico-sociale sviluppato da Sedex che verifica condizioni di lavoro, salute e sicurezza e, nella versione a 4 pilastri, ambiente ed etica aziendale. Il report viene condiviso con i clienti sulla piattaforma Sedex.

L’audit SMETA è obbligatorio?

No, nessuna legge lo impone. Diventa però un requisito di fatto quando lo chiede un cliente, spesso la GDO o un grande brand, come condizione per la fornitura.

Chi esegue l’audit SMETA?

Società di audit indipendenti affiliate a Sedex. Gli auditor devono essere approvati da APSCA, l’associazione internazionale degli auditor sociali.

Lo SMETA è una certificazione?

No. Lo SMETA è una verifica: non rilascia certificati, non assegna punteggi e non prevede un esito “superato/non superato”. Produce un report con i risultati e le eventuali non conformità.

Ogni quanto si ripete l’audit SMETA?

Sedex non fissa una frequenza obbligatoria. Raccomanda un audit all’anno per i siti ad alto rischio e ogni due anni per quelli a rischio medio. Nella pratica decide il cliente.

Cosa succede se l’audit SMETA rileva delle non conformità?

Vengono riportate nel CAPR (Corrective Action Plan Report) con le scadenze per risolverle, di solito almeno 30 giorni, mentre i problemi critici vanno risolti subito. La chiusura si verifica con un controllo documentale da remoto o con un audit di follow-up in sito, in genere entro sei mesi.